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24 ottobre: Il Vesuvio eruttó distruggendo Pompei

Il 24 ottobre avvenne l’eruzione più distruttiva ed intensa della storia, quella del Vesuvio che distrasse Pompei.
Dunque il disastro accadde oggi e non due mesi prima, come si era creduto fino ad oggi.
La memoria delle città sepolte è racchiusa in secoli di storia.  Con i lavori di scavo e restauro nel Parco archeologico di Pompei, ma anche ad Ercolano, ancora oggi continuano ad emergere continue vestige di una città che veniva chiamata “La Civita”.

24 ottobre 79 d.C. – La forza distruttiva del Vesuvio 


Un nuovo studio infatti, afferma che l’eruzione del Vesuvio avvenne la notte tra il 24 e il 25 ottobre e non in estate come era stato precedentemente stabilito.

A conferma di ciò, un’iscrizione scoperta nel sito archeologico, tra i più famosi al mondo, che conferma il 24 ottobre d.C. come data dell’eruzione che distrusse Pompei.

La teoria dell’eruzione il 24 agosto fu estrapolata dall’unica testimonianza dell’evento, ad opera di Plinio il Giovane che la descrisse a Tacito molti anni dopo. Lo scrittore romano, all’epoca 17enne, osservò l’eruzione dall’altra parte del golfo di Napoli.

Dopo anni di scavi, studi e ricerche condotte nell’ambito culturale ed archeologico, ma anche filologico e storico, l’eruzione che seppellì Pompei, avvenne il 24 ottobre, durante l’ora del prandium. Millenni di storia portati alla luce e che richiamano quella data così importante, sulla quale ora si concentra l’attenzione.
Un cambiamento storico, epocale, che dà una svolta a quanto appurato sino ad oggi.

Alle 13 del 24 ottobre, si levó un’alta nube di gas, cenere e lapilli, così come fu descritta da Plinio.

L’iscrizione portata alla luce all’interno del Parco archeologico, che ha permesso tale scoperta, è la traccia storica più importante di un momento di vita quotidiana e supporta la teoria che la data dell’eruzione fosse a ottobre e non ad agosto.

Nello specifico, nell’iscrizione si legge: “Il sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, si abbandonava al cibo in modo smodato”, indicando che l’eruzione avvenne certamente dopo il 17 ottobre.

L’errore di datazione è dovuto ad una trascrizione non fedele di un amanuense medievale.

Dunque, non agosto ma due mesi dopo, il 24 ottobre, il Vesuvio, che aveva già dato segnali di “attività” mesi prima, rase al suolo Pompei. Una nuova data che gli studenti dovranno memorizzare, e che nasce da una serie di studi, da ricerche multidisciplinari e produzioni scientifiche ampliate con dettagli di natura filologica e filosofica.